raccontami il tuo e poi

Condividere è dividere i pesi

Pochi mesi fa, quando ho creato “Il Cancro E Poi”, l’ho fatto rispondendo semplicemente ad una mia personale esigenza di parlare della mia malattia. Oggi, invece, capisco che inconsciamente mi sono fatta un regalo ben più grande. Condividere tutti insieme le nostre battaglie, le nostre perdite, le nostre sconfitte e le nostre tanto agognate vittorie, leggere le storie di coraggio che mi raccontate – nella pagina facebook e nei messaggi privati – è per me un arricchimento unico ed impagabile. È per questo che ho pensato sul mio sito ad uno spazio tutto per voi!
Raccontatemi il vostro “E Poi”, le vostre emozioni, quello che per voi è cambiato dopo la diagnosi (se come me state ancora combattendo) o dopo la guarigione (se avete già vinto).
E’ vero, non ci conosciamo di persona, ma siamo tutti uniti da un legame di condizione forte e sincero, tutti stretti in un abbraccio più vero di quelli che tante volte le persone ci riservano nella vita di tutti i giorni. Grazie, amici miei, perché siete tutte persone straordinarie. Perché se dividiamo e con-dividiamo questi terribili pesi, la strada per la vittoria è una corsa aperta verso il mare…

Gloria84_
Il cancro da due anni, diagnosticato tardi dopo un anno… E poi..
e poi le cure serrate per riprendere la vita per i capelli, le gioie dei primi risultati e le lacrime delle perdite..
Il linfoma che ritorna dopo la totale remissione e ora il trapianto! E poi..
una maturità diversa, voluta e non voluta, tutto ha un’altro valore che nessuno dall’altra parte del mondo potrà mai capire.
Questo dono che mi rendo conto di non dover e poter tenere solo per me stessa
ma che devo imparare a rimodellare perchè la vita è bella ed è giusto che lo sappiano tutti,
consapevole che ogni giorno è un regalo e ogni piccola conquista è un gradino
verso quella che non sarà più normalità perchè la parola normale non avrà mai più lo stesso significato.

Daniela_
Il mio e poi? Pensavo di essere guarita e invece ecco ricomparire l’incubo… metastasi al fegato!
Subito intervento e adesso chemio! Ancora una volta voglio sperare nel mio “e poi”
perchè in me c’è sempre la forza di non mollare mai, di non arrendermi,
in questo “e poi” c’è lo sguardo di mia figlia per cui io devo lottare con le unghie e con i denti!
Se guardo lei il mio futuro è stupendo qualunque esso sia!

Irene_
E poi la vita continua. La famiglia, il lavoro, gli impegni di tutti i giorni. Ma c’è una sottile sensazione che ti accompagna ogni momento della giornata. Fingi di non pensarci, bisogna essere ottimisti e aperti alla speranza e ai pensieri positivi. Se provi a parlarne, ti consolano, ti invitano a rilassarti, a pregare. Ti portano esempi di guarigioni perfette, di salute riconquistata, persino di miracoli, e nessuno comprende davvero, a meno che non ci sia passato. Lei è lì, in sottofondo, dentro la tua mente. Una minaccia silenziosa, non sai se arriva e quando. Non sai se c’è una piccola cellula sfuggita alla chemio, e dove sta andando, cosa sta attaccando. È come camminare su un campo minato: può darsi che ti salvi e arrivi alla fine, può darsi che la bomba esplode e non puoi evitarlo. Allora si riprende la vita normale, chi ti sta intorno non vede l’ora che tutto torni come prima, che questa parentesi di malattia diventi un lontano ricordo. In fondo è anche dura dover convivere con un malato di cancro, per quanto si possa cercare di pesare sugli altri il meno possibile. Piano piano si riprendono le forze, si sorride e si va avanti. Nell’attesa di vedere come andrà a finire.

Lucy74_
23 anni: carcinoma ovarico, chemio, asportazione chirurgica di ovaie ed utero e ancora chemio di prevenzione. Poi controlli, TAC, esami del sangue, paura che il male si riaffacciasse magari in un altro organo….ed invece….ci sono ancora! Ho 38 anni e sono contenta di essere ancora qua!

Lidia_
La diagnosi come una doccia gelata…..anche se in fondo lo sapevo… me lo aspettavo….l’intervento….(asportazione di utero, ovaie, tube, 28 linfonodi…. per fortuna tutti negativi…) la radioterapia…..E POI…sono entrata in quel dolore ke spaccandomi mi ha regalato la mia più grande opportunità di crescita….Non ho vissuto la malattia come una condanna… Anche io mi sono chiesta : “perché a me?”….e poi mi sono detta: “perché non a me?”. Oggi vivo con una consapevolezza diversa…ogni giorno e’ un dono speciale…e lo vivo come se fosse l ‘ultimo..Apprezzo ogni istante e ogni attimo condiviso….. La morte mi ha sfiorata con i suoi veli leggeri donandomi:..l’amore per me stessa…la capacita’ di dire NO….la certezza di non essere sola a scalare la montagna….Sono piccoli passi che portano lontano….lungo i magici sentieri della vita….Oggi mi amo…amo il mio coraggio…e so che mi merito di essere felice…

Barbara_
Ho scoperto di essermi ammalata il 20 luglio del 2011, a 28 anni. Carcinoma mammario maligno. In un anno per le cure ho viaggiato tantissimo tra Roma, Bologna e Milano; sono stata operata 3 volte ed entro quest’anno varcherò la soglia della sala operatoria per la 4a volta. Ho fatto chemio, ho creduto di essere caduta nel baratro della depressione. Ma mi sono rialzata e per aiutare me stessa – e anche gli altri – ho iniziato a scrivere un blog personale http://lamiavitadopote.blogspot.it E si va avanti, perché la malattia toglie ma dà anche tantissimo.

Antonella_
Dieci righe non basterebbero per raccontare gli ultimi 12 mesi, quando tutto è cominciato. Le parole di un sacerdote durante una messa hanno innescato la scintilla che ha fatto esplodere la bomba in attesa nell’anima di mia madre: ho qualcosa che non va. Aveva aspettato che mi laureassi, prima di accettare l’idea di doversi sottoporre a chissà cosa e di dover combattere contro chissà chi. Prima un cistoma ovarico enorme, una lunga degenza, un nuovo ricovero e ci si concentra nella lotta sul carcinoma mammario. Chemioterapia, mastectomia, controlli e radioterapia. Se ne siamo fuori, solo Dio lo sa. Io vedo solo una donna forte, acciaccata e ricucita che ogni giorno vive e si prodiga per il prossimo. Il mio ruolo è essere il suo angelo, a volte trasparente, a volte ben visibile, che la accompagna, la protegge, la difende, la incoraggia e fa tutto quello che lei non può più fare come prima, cercando di non farlo notare. Sapeva da anni di avere qualcosa al seno, se n’era accorta e non aveva voluto mai fare niente. Per me, che ero troppo presa dallo studio e dalle mie stupide paure. Per me, che mi sono infuriata quando me l’’ha confessato. Per me, che sono stata così idiota ed egoista nel pensare : se mi lascia sola, cosa farò? Per me, che per quanto possa condividere, non soffrirò mai quanto lei. Per me, che non mi perdonerò mai di non essermi fermata a riflettere e vedere cosa stava succedendo alla persona per cui darei la vita, mia madre.

Elsa_
Il mio “e poi” è iniziato nel giugno 2011 quando mi hanno spiegato l’esito dell’ago aspirato: carcinoma infiltrante multifocale al seno sinistro. So di aver mostrato contegno mentre mi illustravano il da farsi, lo stesso che aveva mostrato mio padre tre mesi prima nell’ascoltare la sua diagnosi di carcinoma al pancreas. Le parole pronunciate dalla dottoressa erano ben scandite ma pian piano diventavano ovattate…fluttuavano e mi pervadeva un forte senso di nausea mentre tutto ciò che era al suo posto al momento del mio ingresso in quella stanzetta d’ospedale cominciava a roteare lentamente. Parole che alle mie orecchie si alternavano e si sovrapponevano producendo un sottofondo nel quale riuscivo comunque a distinguere ed a seguire nitidamente la melodia fino a quel …..”non dovrebbe aver viaggiato, non dovrebbe aver viaggiato, non dovrebbe aver viaggiato”…Da quel momento solo l’immagine delle mie figlie. Uscendo, due lacrime delle quali stupidamente mi sono scusata.. Poi nulla è più stato più come prima. Nel bene e nel male.

Mery_
Il 29 marzo hanno diagnosticando a mia madre un cocodrillo (come lo chiami tu e preferisco anche io) di 8cm e 5cm al polmone con metastasi ossa (aveva già mangiato una costola) e cervello….da allora…sempre peggio… ci hanno detto che non c’è speranza… procede molto veloce..e infatti lei non c’è quasi più…la lavo, l’aiuto ad alzarsi per andare al divano.. è una bimba in tutto… la riempiono di morfina cortisone e altro.. ha fatto 10 radio al cervello e le chemio finchè mercoledì scorso le ha abbassato notevolmente le piastrine e i globuli bianchi.. Le hanno fatto una trasfusione di sangue e riempita di antibiotici! Oggi è il suo compleanno..eravamo tutti con lei per farle la festa..ma lei non si è mai alzata, apriva gli occhi per pochi secondi…febbre..e chiamando la guardia medica hanno diagnosticato polmonite! altre medicine..ha appena detto che le fanno male i reni.ah…nei raggi della settimana scorsa (speravo che ci fosse stato non dico un miglioramento ma almeno un rallentamento) è uscita un’altra macchia al polmone!! in questi mesi ha perso 18kg….lei sta molto male…io tantissimo assieme a lei…mi sta distruggendo anche a me questo cocodrillo… non poter far nulla….

Silvia_
Prima? una donna piena di paure, insicurezze, limiti… rispondere alla domanda “sei felice?” con un si sembrava impossibile, insoddisfatta del lavoro, del proprio modo di essere,imprigionata in una condizione di apatia perenne…e poi un giorno arriva lui, l’infame, il cancro…e poi? poi si torna a vivere, ma vivere veramente, ancora prima della vittoria, ancora prima della fine delle terapie,ancora prima di sapere se ce la farai o no…perchè da quel giorno, dopo aver visto il tuo mondo crollare,inizi a vedere rinascere qualcosa dalle macerie, un mondo più bello di prima e ogni giorno,ogni ora,ogni minuto,ogni secondo acquista il giusto valore…e finalmente sei felice… per il solo fatto di esserci…ORA…a me è servito da ammonimento…e vincerlo non è significato solo poter continuare a vivere, ma avere la possibilità di rinascere totalmente…mi è stata data una seconda chance…anche per questo mi sento fortunata.

Carla_
E poi resta la paura, a volte riesco a tenerla da una parte, anche se è sempre comunque presente, la senti in lontananza, come un leggero formicolio, a volte invece esplode, come in questi giorni, e all’improvviso mi prende la bocca dello stomaco.. e allora penso” ecco, e se torna? Se mi è già venuto può benissimo tornare un’altra volta, da qualche altra parte. Cos’è stato che lo ha provocato? Forse uno stile di vita sbagliato? Qualche cosa che ho mangiato o fatto? Qualche mio comportamento? magari è una punizione. O forse solo le mie cellule impazzite,sono fatta male… e adesso? E se le mie difese non funzionano? se non si sono accorte di “lui” prima e non sono state in grado di difendermi figuriamoci ora!!!” E allora cerco non pensare a questo ma penso al mare, alla piacevole sensazione del vento sul mio viso, alla voglia di andare via, al bisogno di sentirmi abbracciare,ad un gelato al cioccolato, al fuoco di un camino,ad una risata, ad una canzone che mi piace… A volte funziona, a volte no….. non è come schiacciare un interruttore e spegnere la luce!!!! Certo, me l’hanno tolto…dal corpo, ma non dalla mente.

Anima Scomoda_
Lo chiamano “organo a farfalla” e senza di esso il mio corpo non ha più le ali per spiccare il volo.. quell’’immagine riflessa nello specchio a tratti mi pare sconosciuta, mi sembra un pesante bagaglio da trascinare per un viaggio con meta sconosciuta. La pillola che mi fa sopravvivere è un meccanismo statico, complicato per rispondere ad una vita che richiede un continuo adattarsi al divenire. Reinventarmi ogni giorno, cercando di attingere a quella forza che non sapevo neppure di avere e trovarmi a dover dare continue spiegazioni sul “come stai”, sul perché “non ce la fai” o sentirmi dire anche “è meglio se parliamo d’’altro” e riuscire a sorridere anche di questo, oltre che di me stessa spesso, perchè io ho un cancro non una “cosa”, “un problema” ma proprio per questo ho qualcosa in più non in meno! E anche senza quelle ali, anche se il mio corpo non mi somiglia più, sono riuscita a trovare “il bene” in questo “male” e la mia Anima ha imparato a volare forse meglio di prima e rispetto a “certa gente” penso tranquillamente che “sono fortunata”!

Sonia_
La tua vita sembra crollare da quando, facendo un normale controllo, ti guardano con la faccia preoccupata, ti chiedono quanti anni hai,ti chiedono se hai qualche caso in famiglia.. ti cade il mondo addosso e continui a dirti: nooo stai tranquilla che non può succederti niente di così grave!!!msono piena di vita!! nn può essere una cosa irreparabile!!! ma nello stesso momento sei già rassegnata…è come se ti affidi nelle mani di qualcun’altro… E in un susseguirsi rapido di vicessitudini.. ti ritrovi con un ago da biopsia, che deciderà del tuo futuro!!! è in quel preciso momento che ti senti impotente,tutto quello che avevi programmato e progettato,ti sembra così stupido!! adesso la priorità è “FARCELA” il tuo corpo nn accetta “quella cosa” che non gli appartiene….non vedi l’ora di rimuoverla.. E dopo… Ti senti un’altra persona… pulita….immune…. ed è lì che trovi il coraggio di chiamarlo con il suo nome…usi addirittura quello scritto sui risultati dell’esame citologico.. ed è lì che ti senti vincente e orgogliosa e quasi lusingata per aver avuto la possibilità di dimostrare a te stessa che sei forte… talmente forte che niente e nessuno potrà mai metterti in ginocchio…

Samanta_
E poi squilla il telefono e sai all’improvviso che c’è qualcosa che non va…e ti guardi allo specchio e vedi la tua immagine e pensi che non sia vero, che non stia accadendo a te, alla tua vita, alla tua famiglia…poi le cure, pesanti, la trasformazione, il nascondere il tuo dolore ai tuoi figli troppo piccoli per capire, ai tuoi cari troppo preoccupati, devi reagire devi farlò per loro… E per alcun versi lo fai, ma nel tuo cuore, li in quell’angolino buio non puoi nascondere a te stessa la tua paura. La vita riprende, le persone dimenticano, anche tu a volte sembri aver dimenticato. A volte si è stanchi.. A volte si vorrebbe scappare via, correre forte, lontano come se così si riuscisse ad allontanarsi da “lui” dal mostro! Nessuno sa come andrá e anche se ci affanniamo a cercare risposte, le nostre domande non avranno quello che cerchiamo. Possiamo solo vivere e pensare che possiamo farcela. Carcinoma infiltrante al seno….operata il 3 marzo del 2010. Non mollo…e continuo a vivere per Bea 6 anni e Tommaso 3. Il mio e poi sono loro!!

Patrizia_
Carcinoma squamoso infiltrante livello G3 palato superiore….se volevo vivere dovevo affrontare un grosso intervento con trapianto, 12 ore tramutate in 20 ore di sala operatoria….intensiva… il rigetto del mio stesso osso….a distanza di 15 giorni eccomi nuovamente in sala operatoria, altre 15 ore per un secondo trapianto….un corpo letteralmente devastato da cicatrici dal viso sino alla gamba….cicli di chemio 5 giorni su 5 24 ore su 24 e poi altri interventi a seguire….grazie alla mia forza di vivere sono ancora qui, ho sconfitto quel maledetto ma vivo con il terrore che possa comparire….intanto oggi proseguo il mio percorso d’interventi e anche se ho e sto pagando a caro prezzo posso dire IO VIVO!