Dentro e Fuori

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E poi mi sono accorta che quasi mi fa bene dire “ho il cancro”, quasi mi aiuta ad accettarlo, chiamando ogni cosa con il proprio nome di battesimo, traducendo in parole una condizione di malattia a cui ancora – dopo un anno – una parte di me non vuole e non può abituarsi. Pronunciando queste sei lettere è come se l’incubo prendesse forma concreta, come se quella patina che ormai vedo fra me e il mondo diventasse finalmente visibile anche agli altri. E la cosa, stranamente, mi aiuta.
Ho capito fin dall’inizio che avrei dovuto convivere con la mia malattia per un tempo abbastanza lungo e che avevo davanti a me due sole possibili strade: fare finta che non ci fosse e lasciarla al di fuori della mia vita, oppure farla entrare dentro, lasciarla aderire ai bordi di me stessa per renderla mia alleata, per tramutarla in bagaglio di viaggio, in esperienza vissuta consapevolmente e profondamente.
Ho sempre vissuto ogni cosa fin oltre i suoi limiti e con il cancro non potevo che fare lo stesso. In fondo è terribile restare chiusi dentro se stessi, ma restarne chiusi fuori lo è ancor di più.

Non chiedo che il cancro sparisca dal mio corpo, non posso pretenderlo. Chiedo che divenga un nemico da addomesticare, un’ombra cronicizzata con cui poter convivere e continuare a vivere.
Eppure a volte vorrei stare in silenzio senza sentirmi in dovere di ricominciare a vivere una normalità che ormai mi sembra solo la fiera del superficiale e dell’effimero. Vorrei stare zitta e muta per qualche giorno, senza dover spiegare questa stanchezza perenne che rende infinite le mie giornate, questo distacco dal mondo che sento crescere dentro di me ogni giorno di più. Vorrei non dover spiegare che forse all’esterno tutto può ricominciare, che fuori posso anche essere la stessa di un anno fa, con i capelli biondi che la mia terapia non mi porterà via e le guance rosa. Ma dentro ogni cosa è cambiata. Dentro ho tante metastasi che camminano, ormai lontane dal punto in cui tutto è cominciato. Dentro ho un’altra percezione di quello che sono sempre stata.
E in giornate come questa mi sento un pò più lontana dal mondo reale e molto più vicina a tutti voi.

2 risposte a “Dentro e Fuori

  1. Io credo di non aver mai realizzato in pieno che il cancro è stato/è dentro di me. Non sono mai riuscita a credere che potesse essere accaduto davvero a me. L’ho accettato ma non l’ho realizzato. Però questo mi ha aiutata a non averne troppa paura

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